65 Dal 1944 al servizio della Scuola la ragione e l’equilibrio, oggi diventati così noiosi e fuori moda. Il tipo di personalità che serve a calamitare l’attenzione distratta di milioni di potenziali elettori con una comunicazione costruita con raffiche di messaggi affilati come colpi di machete, bianchi o neri, rigorosamente senza sfumature di grigio, confezionati per essere condivisi, viralizzati e immancabilmente dimenticati. Sarebbe sbagliato affermare che chi "vince" su Facebook e Twitter vince automaticamente anche le elezioni nel proprio Paese, ma è indubbio che i social abbiano cambiato per sempre il terreno di gioco e le regole della competizione elettorale. dell’era dei social vogliono dare il loro “like”, ovvero il loro voto. Marketing elettorale sul web10 “Quando nel 2014 feci le Europee per Forza Italia - racconta Gian Luca Comandini, docente di Web & Social Media Marketing all’Università La Sapienza di Roma e partner di Hdrà, con al suo attivo di consulente campagne per diversi candidati politici, quasi nessun altro utilizzava social e big data per fini politici. Poi dopo l’esplosione Grillo, tutti si sono svegliati e ogni partito ha iniziato la sua corsa verso i dati. Il secondo è stato Salvini, che ha captato gli argomenti più cari agli italiani (per esempio l’immigrazione) e ha usato tantissimo i social per fare campagne geolocalizzate solo su quegli argomenti (nelle regioni che soffrivano l’immigrazione faceva campagne contro l’immigrazione, nelle regioni con la mafia campagne contro la mafia, e così via”. Caccia all’elettore sul web L’universo dei big data raccolti su internet ha aperto spazi vasti e inquietanti per la “profilazione” degli utenti e degli elettori. Attraverso l’incrocio di sondaggi sui social con dati personali pubblici o acquistabili a pagamento (in Usa), e applicando la psicometria (che misura le caratteristiche psicologiche di un individuo), un gigante dei big data come Cambridge Analytica è in grado di offrire una sorta di “motore di ricerca di persone”: capace di individuare, per esempio, tutti gli elettori democratici indecisi. Che possono diventare bersaglio di una comunicazione politica “su misura”. È il microtargeting, fondato sulla misurazione della personalità degli elettori in base alle loro tracce digitali. I rischi della “social media politics11” Ci sono tre rischi molto concreti dei social media come contesti discorsivi: 1. polarizzazione delle opinioni: nei social media è presente una forte tendenza al blaming, ossia all'insulto delle persone con opinioni diverse dalle proprie. In tal caso il ruolo dei social media si discosta molto poco da quello delle classiche testate informative; 2. infiltrabilità: dipendenza dei social media dai grandi media tradizionali per l'approvvigionamento di notizie. Es: Twitter che è quasi sempre usato per far circolare articoli, per commentare trasmissioni e di rado per testimoniare live certi avvenimenti; 10 Fabio Carducci, Elezioni, la rivoluzione «social» e il doppio volto delle campagne web con adatt. 11 Il potere socievole, storia e critica dei social media, Fausto Colombo
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