63 Dal 1944 al servizio della Scuola nelle recenti elezioni amministrative e nazionali in Italia si sono avvalsi di Facebook, Youtube e Twitter per parlare ai loro elettori. Ormai da tempo viviamo in un clima da campagna elettorale permanente, questi quasi vent’anni di seconda Repubblica hanno visto il perpetrarsi di un modello propagandistico basato più sulle ferree regole del marketing elettorale che sulla sfida di costituire una relazione forte con il cittadino. E proprio l’avvento dei social network, il cambiamento epocale che hanno introdotto nei meccanismi relazionali degli individui, avrebbero dovuto aprire una profonda riflessione sul ruolo dei partiti e sul modo di relazionarsi con i cittadini. Ora più che mai la competizione politica si gioca sul web. Già, la rete che come scrive Ilvo Diamanti in un’attenta analisi su Repubblica è il futuro ma anche il presente. “In Italia la rivoluzione digitale, la Rete insieme alla degenerazione della Democrazia del Pubblico hanno minimizzato il ruolo e l’importanza dei partiti politici”. La comunicazione politica è stata sempre legata alle piazze. Questo finché nuove tecnologie e mezzi di comunicazione di massa non hanno fisicamente allontanato politici ed elettori: per prima la radio ha reso superflua la compresenza in uno stesso luogo. Le piazze si sono man mano svuotate, abbandonate dalle folle e dai politici, mentre quest’ultimi hanno cominciato a entrare direttamente nelle case degli elettori. Poi l’arrivo della televisione ha restituito alla classe politica la sua fisicità, mutando i politici in eleganti, brillanti e sorridenti oratori. Oggi la politica si fa sul web. Lo spazio mediatico, infatti, rimane saldamente nelle mani di politici che basano il proprio personale marchio7 insieme al nome del partito sulla visceralità e sull’emozione. Una diretta Facebook, un post Instagram o un tweet per commentare un fatto o attaccare un avversario valgono come dieci comizi, raggiungono molte più persone di quanto è immaginabile e rimangono più a lungo sotto gli occhi di tutti. I social network hanno di fatto trasformato la realtà politica in una perenne campagna elettorale. L’attività di comunicazione è rivolta agli elettori fedeli allo scopo di incrementare la consapevolezza nei confronti del partito o del candidato, ma anche a quelli potenziali o indecisi, i quali costituiscono il target fondamentale della campagna. Lo scopo è quello di incrementare la riconoscibilità del partito o del candidato, diffondendo dei messaggi contenenti argomenti da quest’ultimo ritenuti rilevanti, e, di conseguenza, ottenere dai potenziali elettori una valutazione positiva, che poi porti a un sostegno in termini di voto. Il bisogno di legittimazione del potere e la partecipazione interattiva dei cittadini. L’autenticità nella comunicazione è lo strumento e l’obiettivo per garantire la democrazia. Ma questo avviene? E non basteranno post che sprizzano decisionismo e ottimismo su Facebook o cinguettii normalizzanti su Twetter, o video incoraggianti su Youtube. 7 l’insieme dei valori e degli attributi di un candidato o di un partito
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