60 Dal 1944 al servizio della Scuola POLITICA E NUOVE TECNOLOGIE. L’evoluzione del “fare politica”: dai manifesti ai tweet. Elena Fazi Marialuisa Lagani Rapida storia della propaganda politica Le origini della comunicazione politica risalgono al V-IV secolo a.C., dove nella polis di Socrate e Platone, Atene, nacque la retorica sofista. La cosiddetta arte del parlare bene e persuadere rappresentava per i pensatori greci un elemento essenziale nella lotta politica al fine di convincere il pubblico in relazione alla tesi proposta. Sostiene U. Eco1 che “Un altro contesto, nel quale si sviluppano forme di protocomunicazione politica, è quello della Roma Repubblicana del I sec. a.C. Qui nascono alcuni dei termini da noi ancora utilizzati come ad esempio “candidato”, il cui significato risale all’usanza che voleva i potenziali senatori indossare una veste bianca nel periodo elettorale, ma anche come “comizio” (riunione del popolo attorno ad un oratore). L’esempio più significativo di come la comunicazione cominciasse già all’epoca ad assumere rilevanza politica, si legge all’interno delle pagine de: “Il Piccolo manuale della campagna elettorale” di Quinto Tullio Cicerone.2 Il volume è un insieme di consigli su come convincere gli elettori romani, recapitati da Quinto al fratello Marco, il quale, non ancora il personaggio di immensa celebrità del quale racconterà la storia, nel momento in cui riceve la lettera(64 a.C.) è candidato alla carica di senatore della Repubblica di Roma”. Caduto l’Impero Romano, il periodo medioevale non lascia spazio al dibattito politico, e difatti non è più possibile assistere ad alcun esempio di democrazia elettorale. Il controllo della cultura e la manipolazione sistematica dell’informazione, come peraltro consigliato da Machiavelli ne “Il Principe” del 1513, sono le uniche pratiche che più si avvicinavano alla comunicazione politica. Le grandi rivoluzioni del XVIII secolo, quella francese e americana, rappresentano l’inizio di un nuovo periodo per la comunicazione politica: la diffusione dei quotidiani, nel XIX secolo, è lo strumento della svolta, perché il pubblico può leggere con facilità i contenuti dei volantini rivoluzionari e diventa automaticamente perno della diffusione di ideali e iniziative. Gruppi di persone si aggregano al fine di essere parte di un processo politico, fino a quel momento patrimonio esclusivo di pochi. Successivamente, negli anni Novanta del XX secolo il periodo delle dittature in Europa ha portato a un’ulteriore trasformazione della comunicazione politica: diversi studiosi hanno sostenuto che il 1 2 Cfr., ECO U., Il linguaggio politico, p.91 in G. BECCARIA, I linguaggi settoriali in Italia, Bompiani, 1978 conadatt. 2 Scaricabile al sito https://files.bookfindz.com/?fn=il+piccolo+manuale+della+campagna+elettorale+quinto+tullio+cicerone+pdf&_subid= q5s9o54fjbt6no6483&_token=uuid_q5s9o54fjbt6no6483_q5s9o54fjbt6no6483605f37909c5967.89028777
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