LA POLITICA AL SERVIZIO DELLA PERSONA E DELLA COMUNITÀ

56 Dal 1944 al servizio della Scuola Sartori propone una possibile distinzione tra le finalità della destra e quelle della sinistra: “In linea di principio “sinistra” è la politica che si richiama all’etica e che rifiuta l’ingiusto. Negli intenti, e nella sua autenticità, sinistra è fare il bene altrui, altruismo; mentre “destra” è attendere al bene proprio, egoismo»”. Bobbio, a sua volta, sostiene in un altro testo che “L’egualitario in genere ritiene che la maggior parte delle diseguaglianze che lo turbano e che vorrebbe far scomparire sono sociali e in quanto tali eliminabili; l’inegualitario in genere ritiene al contrario che siano naturali e quindi in quanto tali ineliminabili”. I partiti della sinistra in Italia nel tempo Il PSI trae la sua origine storica e ideologica dal Partito Socialista Italiano, nato a Genova nel 1892. Esso fondava in sé l’esperienza socialista sia di ispirazione riformista che marxista. I principali promotori della formazione del PSI furono, tra gli altri, Filippo Turati, Claudio Treves e Leonida Bissolati. La prima scissione del PSI avviene nel Congresso di Livorno del 1921. Dopo che Lenin aveva invitato il PSI a conformarsi ai dettami dei 14 punti dell’Internazionale Socialista e ad espellere la corrente riformista di Turati, i comunisti di Bordiga e Gramsci, in minoranza, escono dal Congresso e fondano il Partito Comunista. Il Partito comunista italiano prende così origine dalla decisione della frazione comunista di abbandonare il Teatro Goldoni per andare a fondare il nuovo partito in un altro teatro, il vecchio Teatro San Marco, poco distante da quello in cui si stava svolgendo il congresso dei socialisti di Filippo Turati e degli altri riformisti poco propensi a farsi condizionare dagli ultimatum di Lenin, che in Russia aveva guidato la rivoluzione rovesciando gli zar. La Storia, in quegli anni, va molto veloce. E non sempre per il meglio. Se in Russia c'è stata la rivoluzione, in Italia si inaspriscono le tensioni sociali provocati dalla fine del primo conflitto mondiale. Scioperi nelle fabbriche e nelle campagne spaccano il Paese. La guerra è finita, ma cresce la povertà e aumentano i disoccupati. Nasce il fascismo, nel 1919 Mussolini raccoglie pochi voti, ma nel '21 lo squadrismo è sempre più attivo. La cosa curiosa è che tutto questo passa inosservato al Congresso di fondazione del Pci. Si discute di rivoluzione, di lotta all’imperialismo e internazionalismo, ma nessuno osserva che in Italia la situazione sta precipitando. È uno dei tanti limiti del nuovo partito, tutto preso dallo scontro con i riformisti. Il PCI, nato da una scissione, sembra portare con sé quella vocazione al settarismo che ha spesso caratterizzato la sinistra italiana. «Non so se dividersi sia un destino della sinistra» «Ci sono delle scissioni plausibili come quella tra socialisti e anarchici nel 1882. Erano due visioni diverse inconciliabili. Mentre quella da cui nacque il Pci nel 1921 aveva una ragione oggettiva che nasceva dall'urgenza della frazione comunista di rimarcare le differenze emerse dopo la Rivoluzione d'ottobre. Ma in quel congresso pesano due gravi limiti: non aver capito che il fascismo era ormai alle porte e di aver fatto presentare l’ordine del giorno da un delegato bulgaro, ovviamente molto distante dalla realtà italiana» Negli anni della Prima Repubblica, dal Secondo dopoguerra fino a Tangentopoli, stilare la lista non è poi così difficile. I quattro partiti storici erano PCI (comunisti), PSI (socialisti), PSDI (socialdemocratici) e, volendo, il PRI (repubblicani). Alla metà degli anni Sessanta venne ad aggiungersi il PSIUP (partito socialista di unità proletaria), dovuto alla scissione causata dall’adesione del PSI al primo governo di centrosinistra guidato da Aldo Moro. Intanto era entrato in Parlamento anche il Partito Radicale, che nacque in realtà da una scissione del Partito liberale, ma che è sempre stato ascritto alla sinistra e che nonostante molti cambi di nome (Rsa nel pugno, Lista Pannella e Lista Bonino tra gli altri) è rimasto fondamentalmente lo stesso raggruppamento dal 1955 in poi.

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