Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d
9 vuole nascondersi ed occultarsi. Sappiamo dal Purgatorio che gli angeli che scendono a difendere i principi dalla tentazione del demonio vengono dal “ grembo di Maria di Maria ” (Purgatorio VIII, 37). Neppure qui è da escludere una tale ipotesi, anche se non è espressamente detto. “ Pur a noi converrà vincer la punga (battaglia) c ominciò el, se non… Tal ne s’offerse . Oh quanto tarda a me ch’altri qui giunga! ” (Inferno IX, 7-9). L’esemplarità educativa di alcuni personaggi dell’Inferno Dante è ormai convinto che deve penetrare fino al fondo dell’abisso del male per portare a termine la sua conversione: pertanto in ogni personaggio dell’Inferno il poeta intuirà i rischi che ha corso di perdersi lontano da Dio. La realtà ed i personaggi che egli incontra gli rivelano infatti “la realtà dell’esistenza umana com’è manifesta davanti a Dio e da lui giudicata, affinché Dante vi riconosca se stesso e trovi la salvezza. Quello che sta fuori di lui è contemporaneamente dentro di lui. Quello che sta fuori di lui, è contemporaneamente davanti a lui. Quello che, scoperto in Dio, sta davanti a lui, dice ‘Io sono te’.” (Guardini, Studi su Dante, Morcelliana 1979, pag. 22) Gli uomini dell’aldilà infernale non mentono, perché si trovano nello stato definitivo del loro essere, deciso dalle loro scelte terrene; hanno voluto liberamente costruirsi nel- la lontananza e nel rifiuto di Dio. Ma Dante è ancora vivo e dovrà misurare tutta l’esistenza anche nel suo aspetto ne- gativo, per prenderne conoscenza e purificarsi dal male con un atteggiamento di umiltà e di apertura alla grazia divina. Possiamo dimostrare questa tesi, a titolo di esemplifica- zione, con l’analisi di alcuni personaggi dell’Inferno, con i quali Dante si confronta con umana e poetica in- tensità: Paolo e Francesca, Farinata e Cavalcante, padre di Guido Cavalcanti, Brunetto Latini, Ulisse, il conte Ugolino. Dante, dopo l’opposizione del giudice infernale Minosse, vinta con l’appello alla volontà divina, incontra Paolo e Francesca. Egli desidera questo incontro: “ ...Poeta, volentieri parlerei a quei due che ‘nsieme vanno e paion sì al vento esser leggeri ”. (Inferno V, 73-74) Nel periodo giovanile anche lui aveva dato credito alle belle teorie dell’amore cortese: amore che nasce in un cuore nobile, che si riversa su una persona senza limiti e vincoli giuridici, dovuti al matrimonio, un amore che esige di essere contraccambiato ad ogni costo e che si trasforma da vagheggiamento, sogno e desiderio in una passione irresistibile. Tutta la letteratura cortese, tutti i romanzi d’avventura del ciclo di Re Artù, invitano a
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