Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d
41 selva oscura del peccato, prevenuto dall’amore di Maria, che ha infranto il duro giudizio divino di condanna nei suoi confronti (Cfr. Inferno II, 94-99). Infine la preghiera di Bernardo con un ritmo incalzante afferma che Maria è davvero il capolavoro di Dio: è la prima, la più eccelsa di tutte le creature, accanto al suo figlio Gesù, perché in lei vi è la misericordia, ovvero la compassione verso chi soffre o sbaglia, la pietà, ossia la più alta disposizione ad amare Dio ed il prossimo, la magnificenza, che indica la generosità nel donare la grazia e nell’operare fra gli uomini cose eccelse, in lei infine si aduna, si riunisce in sintesi tutta la bontà e la bellezza degli angeli, dei santi, degli uomini, di tutta la creazione. Mai nessuno ha pronunciato una così alta lode di Maria, rivelazione del volto femminile e materno di Dio. “ Qui se’ a noi meridïana face di caritate, e giuso, intra ’ mortali, se’ di speranza fontana vivace. Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz’ ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fïate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate ”. (Paradiso XXXIII, 10-21) A questo punto la preghiera alla Vergine si concentra su Dante. Dobbiamo immaginarlo lì al centro del lago di luce della mistica rosa, inginocchiato ed orante, mentre Bernardo in piedi si rivolge a Maria e chiede per lui, indicandolo con la mano, due doni. Dante ha compiuto il suo viaggio ultraterreno dalla profondità dell’Inferno alla luce del Paradiso, ed ha con- statato la condizione delle anime al di là dei confini della vita. Ora San Bernardo prega Maria perché egli possa per grazia ottenere tanta virtù da poter innalzarsi con gli occhi a Dio, suprema beatitudine. San Bernardo lo de- sidera intensamente per Dante più di quanto lo abbia desiderato per se stesso: perciò chiede a Maria che con la sua preghiera sciolga il pellegrino da ogni impedimento mortale, affinché Dio, sommo piacere, gli si manifesti. Il secondo dono chiesto alla regina del cielo è la perseveranza finale: Dante è “ figliol di grazia ”, attingerà alla visione di Dio, ma ritornerà sulla terra, ancora esposto al groviglio delle passioni umane. È necessaria la “ guardia ” di Maria, perché la sua protezione conservi puri e sani i suoi sentimenti fino al definitivo incontro con Dio. È un dono che Dante, consapevole della fragilità umana, aveva già chiesto a Beatrice, quando ella era salita al suo posto tra i beati, affidandolo a San Bernardo: “‘ La tua magnificenza in me custodi, sì che l’anima mia, che fatt’ hai sana, piacente a te dal corpo si disnodi ’.
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