Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d
4 e per Donna Petra: “ Così nel mio parlar voglio esser aspro com’è ne li atti questa bella petra, la quale ognora impetra (acquista) maggior durezza e più natura cruda, e veste sua persona d’un diaspro (corazza adamantina) tal, che per lui, o perch’ella s’arretra, non esce di faretra saetta che già mai la colga ignuda: ed ella ancide, e non val ch’om si chiuda né si dilunghi da’ colpi mortali che, com’avesser ali, giungono altrui e spezzan ciascun’arme… S’io avessi le belle trecce prese, che fatte son per me scudiscio e ferza, pigliandole anzi terza, con esse passerei vespero e squille: e non sarei pietoso né cortese... ” (Dante Rime CIII) Ma Dante ha attraversato anche una crisi filosofica: l’amicizia con Guido Cavalcanti lo ha portato ad un de- siderio di evasione, di fuga dalla realtà, rappresentata da questo vascello magico ove egli con gli amici poeti, ognuno con le proprie donne, desiderano ragionare sempre d’amore:
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=