Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d
30 “ In quel loco fu’ io Pietro Damiano e Pietro Peccator fu’ ne la casa di Nostra Donna in sul lito adriano ”. (Paradiso XXI, 121-123) Nel cielo delle Stelle Fisse Dopo che Dante è entrato nel cielo delle Stelle Fisse, proprio nella costellazione zodiacale dei Gemelli, poi- ché in essa sorgeva e tramontava il sole quando il poeta respirò per la prima volta l’aria di Toscana, scendono dall’Empireo Cristo, Maria e tutti i santi sotto forma di luci luminosissime ad accogliere Dante e Beatrice. Cristo è la luce sorgiva che accende tutte le altre luci e Dante non riesce a sostenerne la vista: ha un momento di estasi e quando si riprende guarda negli occhi Beatrice affascinato dal suo sguardo e dal suo sorriso. Essa lo invita a guardare le anime beate, fiori splendidi del giardino che fiorisce sotto la luce solare di Cristo. Lì vi è Maria, la rosa in cui il Verbo di Dio si fece carne, lì vi sono gli apostoli, gigli al cui profumo l’umanità si incamminò sulla via della fede. “ Perché la faccia mia sì t’innamora, che tu non ti rivolgi al bel giardino che sotto i raggi di Cristo s’infiora? Quivi è la rosa in che ‘l verbo divino carne si fece; quivi son li gigli al cui odor si prese il buon cammino ”. (Paradiso XXIII, 70-75) Dante rivolge allora lo sguardo a quelle turbe di splendori, penetrate dalla luce che proviene da Cristo, sorgente luminosa che si nasconde tuttavia con benevolenza al suo sguardo, poiché egli non sarebbe in grado di sostenerla. Sentendo da ogni parte invocare il nome di Maria, fiore stupendo che il poeta invoca ogni mattina ed ogni sera, egli cerca con lo sguardo lo splendore più luminoso: Maria è la stella più lucente per qualità ed intensità, e riceve anch’essa la sua luce da Cristo, ed è la più bella e la più santa di tutte le creature in Paradiso come lo fu sulla terra. Proprio per questo essa viene incoronata da un accesa fiamma circolare, che le ruota intorno. È l’arcangelo Gabriele che canta con tanta dolcezza la gloria di Maria, la gemma più preziosa del Paradiso, che le melodie terrene più belle ed affascinanti in confronto sembrerebbero fastidiosi rombi di tuono. Si esprime così: “ Io sono angelo pieno d’amore che circondo di luce il grembo in cui albergò Cristo, nostro desiderio, e vi danzerò intorno fino a che tu, Donna del cielo, non sia risalita dietro a tuo Figlio nell’Empireo, in modo da renderlo ancora più luminoso ”. Così termina la melodia cantata dall’angelo mentre le danza circolarmente intorno. Tutti i santi rispondono facendo risuonare il nome di Maria. “Il nome del bel fior ch’io sempre invoco e mane e sera, tutto mi ristrinse l’animo ad avvisar lo maggior foco; e come ambo le luci mi dipinse il quale e il quanto de la viva stella
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=