Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d

27 Nel cielo di Mercurio Nel cielo di Mercurio Beatrice spiega a Dante perché Dio si è fatto uomo: Adamo ha peccato, disobbedendo al suo creatore, ma non era in grado di riparare in modo adeguato. Con l’incarnazione del Verbo, Dio esercitò in sommo grado la sua misericordia, offrendo se stesso in olocausto in persona del Figlio; ed insieme la sua giustizia. “ …L’umana specie inferma giacque giù per molti secoli in grande errore, fin ch’al Verbo di Dio discender piacque u’ (dove) la natura, che dal suo fattore s’era allungata, unì a sé in persona con l’atto sol del suo eterno amore ”. (Paradiso VII, 28-33) Il luogo dove Dio si fa uomo è il grembo di Maria: in esso con la sola opera dello Spirito Santo, il Verbo di Dio unì a sé in unità di persona la natura umana e la natura divina. Dante, oltre che poeta è anche teologo: è sempre pieno di stupore intellettuale di fronte a questo grande mistero che si opera nella Vergine per la salvezza dell’uomo peccatore. Nel cielo di Venere Un breve accenno a Maria troviamo anche in un personaggio del cielo di Venere, Folchetto da Marsiglia, un celebre poeta provenzale divenuto da poeta d’amore monaco e poi vescovo di Tolosa. In un’aspra invettiva egli condanna aspramente papa e cardinali, che hanno sete di denaro, il maledetto fiorino che ha portato fuori strada pastori e fedeli; papa e cardinali pen- sano solo ad accumulare ricchezze e non si preoc- cupano dei luoghi santi e di imitare la santità e la povertà di Maria: “ A questo in tende il papa e ‘ cardinali; non vanno i lor pensieri a Nazarette, là dove Gabriello aperse l’ali ”. (Paradiso IX, 136-138) Dante ha in mente Nazaret e la scena dell’An- nunciazione a Maria con l’angelo Gabriele inchi- nato o inginocchiato con le ali aperte, in atto di venerazione e di riverenza secondo la tradizione iconografica medioevale.

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