Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d
23 La cornice dei lussuriosi I lussuriosi si purificano procedendo tra fiamme intense, da esse avvolti e completamente sommersi. Cantano un inno per invocare la castità e poi ricordano, gridandolo con forza come un responsorio, la scena dell’annun- ciazione in cui Maria proclama la sua verginità: “ Appresso il fine che a quell’inno fassi gridavan alto: ‘Virum non cognosco’ indi ricominciavan l’inno bassi . (Purgatorio XXV, 127-129) Alle anime dei lussuriosi, che si meravigliano che egli sia lì con proprio corpo, Dante risponde dichiarando l’intercessione, diretta o indiretta attraverso Beatrice secondo le varie interpretazioni, di Maria: “ Donna è di sopra che m’acquista grazia per che ‘l mortal nel vostro mondo reco ”. (Purgatorio XXVI, 59-60) La beatitudine cantata dall‘Angelo pieno di letizia al passo del perdono con una voce più limpida delle voci umane è Beati mundo corde , beati i puri di cuore. Inoltre l’angelo invita i poeti ad attraversare le fiamme. Dante è restio e pauroso, ma Virgilio gli ricorda che tra lui e Beatrice vi è quel muro di fuoco che deve essere superato e poi lo guida tra le fiam- me ardenti, continuando a parlare di Beatrice e dei suoi occhi. Il ricordo di Maria nel paradiso terrestre L’ultima parte della cantica del Purgatorio è animata da dolcissime figure femminili, che in qualche modo richiamano Maria, la donna benedetta per eccellenza. La prima di esse è la biblica Lia, simbolo della vita attiva, che compare in sogno a Dante, come donna giovane e bella che con le sue belle mani raccoglie fiori per farsi una ghirlanda. Ella ricorda anche la sorella Rachele dagli occhi belli, seduta davanti allo specchio e desiderosa invece di contemplare (Cfr. Purgatorio XXVII, 94-108). Entrato nella divina foresta spessa e viva del paradiso terrestre Dante incontra Matelda, sintesi di tutte le grazie femminili, che canta e sceglie fior da fiore, per ricordare la condizione umana felice e serena prima del peccato originale. Essa diventa ora la guida di Dante nella mistica processione a cui il poeta assiste. Sette can- delabri d’oro, segno delle operazioni della Spirito, emettono sette fasci di luce, sotto i quali avanza il carro della
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