Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d
22 L’invocazione a Maria è ripetuta come un responsorio, come un ritornello, ed intramezza la loro continua preghiera. L’anima interrogata da Dante aggiunge infatti: Ciò ch’io dicea di quell’unica sposa dello Spirito Santo e che ti fece verso me volger per alcuna chiosa (spiegazione) tanto è risposta a tutte nostre prece quanto il dì dura… (Purgatorio XX, 97-101) Colpisce l’affermazione “ unica sposa dello Spirito Santo ” come se la povertà fosse la dote portata da Maria al suo sposo divino. La beatitudine, proclamata dall’Angelo e collegata a tutto il rito penitenziale precedente, afferma che sono beati coloro che hanno sete di giustizia. Questa sete di santità e desiderio di possedere i tesori divini sarà pienamente saziata da Dio e si oppone alla sete delle ricchezze terrene. (Cfr. Purgatorio XXII, 1-6). La cornice dei golosi Tra i golosi Dante incontra l’amico Forese Donati, un compagno di tenzoni poetiche e di bagordi giovanili. Non lo riconosce dal volto magrissimo ridotto ad una pelle trapunta dalle ossa del cranio né dagli occhi pro- fondamente incavati, ma solo dalla voce. In questa cornice le anime nel loro giro penitenziale passano sotto un albero dai frutti splendidi ma irraggiungibili, irrorato da acque freschissime che si spandono per le foglie, e que- sto passaggio aumenta la loro fame e la loro magrezza. Dall’albero una voce proclama esempi di temperanza e di mortificazione della gola. L’esempio mariano è ancora tratto dalle nozze di Cana, perché Maria non pensava alla sua bocca, ma a fare in modo che il convito nuziale fosse onorevole e completo. Significativo l’accenno alla bocca di Maria che allora pregò per gli sposi, così come adesso prega per i penitenti intercedendo per loro e per tutti i credenti: … “ Più pensava Maria onde fosser le nozze orrevoli (onorevoli) e intere, ch’a la sua bocca, ch’or per voi risponde ”. (Purgatorio XXII, 142-144) L’angelo che con un leggero e profumato colpo d’ala sfiora la fronte di Dante per cancellarvi un altro P riprende e completa la beatitudine già an- nunciata dall’altro angelo della cornice degli avari: beati quelli che hanno fame di giustizia, illuminati dalla grazia divina, e non eccedono nella ricerca di cibi raffinati e gustosi (Cfr. Purgatorio XXIV, 145-154).
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