Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d
20 “ La prima voce che passò volando ‘Vinum non habent’ altamente disse, e dietro a noi l’andò reiterando ”. (Purgatorio XIII, 28-30) Questa voce squillante riecheggia e si rinnova in tutti i luoghi della seconda cornice e si collega alla beatitu- dine “ Beati misericordes ”, beati i misericordiosi, con l’aggiunta “ Godi tu che vinci ”, riferito a Dante ed a quanti con l’aiuto di Cristo e di Maria espiano e vincono il peccato di invidia (Cfr. Purgatorio XV, 36-38). La cornice degli iracondi Gli iracondi sono immersi in un buio totale causato da un fumo che non solo toglie loro completamente la vista, ma anche punge dolorosamente gli occhi. Essi cantano in coro l’Agnus Dei. Dante ha la visione estatica del ritrovamento di Gesù nel tempio di Gerusalemme. Maria interroga Gesù con atto dolce di madre, non con il rimprovero di un animo irritato ed impaziente, ma con una domanda per comprendere perché Gesù abbia causato a lei ed a Giuseppe tanta angoscia. “ Ivi mi parve in una visione estatica di subito essere tratto, e vedere in un tempio più persone e una donna, in su l’entrar, con atto dolce di madre, dicer: ‘Figliol mio, perché hai tu così verso noi fatto? Ecco, dolenti, lo padre tuo e io ti cercavamo’. E come qui si tacque ciò, che pareva prima, dispario ”. (Purgatorio XV, 85-93) La mansuetudine di Maria è sottolineata anche dalla musi- calità del ritmo disteso e pacato delle terzine e dall’attenzione focalizzata principalmente su di lei, invece che su Gesù, diver- samente da quanto avviene nel racconto evangelico in cui è Lui il protagonista principale. La beatitudine evangelica, proclamata al termine di questa cornice dall’Angelo che cancella il terzo P dal- la fronte di Dante, afferma Beati pacifici , beati i costruttori di pace, che non si lasciano dominare da un’ira distruttiva: “ Senti’mi presso quasi un mover d’ala e ventarmi nel viso e dir: ‘Beati
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