Dalla_selva_del_peccato_alla_visione_di_Cristo_La_presenza_d
17 Per i principi questa è un’ora di tentazione. Essi, pur non potendo più peccare, rivivono il rischio che hanno corso nella loro vita per la scarsa sensibilità verso i valori del benessere materiale e spirituale dei loro popoli. È ovvio che l’ammonimento è rivolto in particolare ai politici di tutti i tempi, tentati continuamente dal serpente – forse quello che tentò Eva – di autocompiacimento, di seduzione, di falsità, di abbandono dei valori cristiani. Ma la Vergine ha provveduto: due angeli con tronche spade rosso fuoco, private delle loro punte, vestiti di ver- de, e con volto luminoso come il sole sono stati inviati a custodia della valle, prendendo posizione ai due lati della valletta. Ambedue vengono dal “ grembo di Maria ” e quando appare il serpente tentatore piombano su di lui e lo mettono in fuga. I due angeli inviati da Maria rappresenta- no i valori che i politici, coloro che gover- nano i popoli, dovrebbero avere sempre a cuore e diffondere senza usare violenza: la pace, il benessere materiale e la felicità ter- rena dei loro sudditi, ed i valori morali e spi- rituali delle persone e della comunità civile per accedere alla felicità eterna. Dato che Maria vuole il nostro bene terre- no ed eterno, simboleggiato dai due angeli, ogni politico che esercita il potere dovrebbe – lascia intuire il poeta – chiedere a Maria l’invio dal suo grembo di questi due angeli, per costruire nella pace il benessere mate- riale e spirituale del popolo, per vincere a livello personale le seduzioni demoniache dell’autocompiacimento, della menzogna, della violenza, del potere che diventa tirannia, della ricerca della ricchezza per soddisfare la propria cupidigia e le proprie passioni. Maria, intermediaria di grazia in difficoltà umanamente insormontabili Nella valletta dei principi Dante si addormenta; fa un sogno sul far del mattino, quando la nostra mente è meno coinvolta da pensieri terreni ed è per così dire profetica. Un’aquila con le penne d’oro, con le ali aperte scende su di lui, lo ghermisce e lo solleva fino alla sfera del fuoco. Virgilio spiega al poeta che questo è un sogno simbolico, perché in realtà Dante è stato sollevato fino alla porta del Purgatorio vero e proprio da Santa Lucia, che gli ha detto. “ … ‘I’ son Lucia; lasciatimi pigliar costui che dorme, sì l’agevolerò per la sua via ”. (Purgatorio XI, 55-57). Noi sappiamo dal prologo dell’Inferno che principio del movimento verso la salvezza di Dante, smarrito nella selva oscura, potente a rompere una condanna già sentenziata, è la Vergine Maria.
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